“Il turismo delle radici non è nostalgia, ma un motore per l’orgoglio e l’economia della nostra Italia”.

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“Il turismo delle radici non è nostalgia, ma un motore per l’orgoglio e l’economia della nostra Italia”.

“Il turismo delle radici non è nostalgia, ma un motore per l’orgoglio e l’economia della nostra Italia”.

Lo ha detto il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi intervenendo alla Farnesina alla cerimonia di firma delle Convenzioni con i soggetti attuatori degli interventi dedicati al “Turismo delle Radici”, finanziati attraverso il Fondo Sviluppo e Coesione.

Nel suo intervento, il Ministro ha sottolineato il valore strategico di un segmento in continua crescita, capace di rafforzare il legame tra l’Italia e le comunità di italo-discendenti nel mondo, valorizzando identità, memoria familiare e territori.

“Credo nel turismo delle religioni e ancora di più nel turismo delle radici, che parla di cuore, di passione, di identità italiana e di affetti e riguarda gli italo-discendenti che tornano nel Paese per ripercorrere al contrario il cammino che fecero i loro nonni, bisnonni”, ha aggiunto Mazzi.

“È il segmento che dal 2024 cresce di più: parliamo di 80 milioni di persone di cui circa il 10% sono arrivate in Italia. Un dato significativo, perché il turista delle radici resta tra i 7 e i 10 giorni, il doppio di un turista medio”, ha evidenziato il Ministro.

“Il turismo delle radici funziona tutto l’anno, non ha stagionalità e riguarda spesso borghi molto piccoli, anche al di sotto dei cinquemila abitanti. Rappresenta dunque un segmento molto pregiato e importante, legato alla memoria familiare che fa parte dei nostri valori”, ha concluso Mazzi.

FONTE https://www.facebook.com/MinTurismo

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