Il capitale umano dell’Appennino: la 5°assemblea consultiva della Riserva di Biosfera

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Il capitale umano dell’Appennino: la 5°assemblea consultiva della Riserva di Biosfera

Valorizzare il capitale umano e coinvolgere le comunità presenti nel territorio del Parco Nazionale dell’Appennino tosco – emiliano. Puntare ancora di più sulla sostenibilità con l’obiettivo di creare nuove opportunità per i più giovani. Sono questi alcuni dei temi emersi nel corso della 5° Assemblea consultiva della Riserva di Biosfera dell’Appennino tosco-emiliano, che si è tenuta venerdì 19 febbraio sulla piattaforma Zoom. 

Per la prima volta l’assemblea consultiva si è svolta online, con un ricco programma fatto di testimonianze, interventi istituzionali e contributi scientifici. Nonostante l’evento fosse a distanza non sono mancati i momenti interattivi e rivolti a chi era collegato su Zoom. Sono stati effettuati infatti tre sondaggi sulla Riserva di Biosfera, proposti dalla giornalista Sara Di Antonio, moderatrice dell’evento.   

Nel 2020 era stata Parma a ospitare l’ultima assemblea consultiva. Nella città ducale tra i relatori c’era anche Patrizio Bianchi, titolare di una cattedra Unesco all’Università di Ferrara e da poche settimane ministro dell’Istruzione. Un suo contributo video è stato trasmesso nel corso dell’assemblea di quest’anno: “L’Appennino tosco emiliano è stato riconosciuto a livello mondiale come un luogo particolarmente importante per la qualità della montagna e del suo paesaggio”. Secondo il ministro la riserva MAB Unesco è “una grande opportunità di far parte di una rete mondiale”.   

Ognuno di noi è la Riserva di Biosfera

“La Riserva di Biosfera non è soltanto un’idea, un simbolo o un riconoscimento a una situazione statica ma è un qualcosa che fa e agisce”, ha spiegato Fausto Giovanelli, coordinatore della Riserva di Biosfera dell’Appennino, che ha aperto e chiuso i lavori della 5° Assemblea consultiva. 

Il presidente del Parco Nazionale dell’Appennino tosco – emiliano ha ripercorso la storia dell’area Mab, che esiste da 5 anni e che punta ad allargare il proprio perimetro con l’ingresso di nuovi comuni (al momento sono 34). “Si tratta di un programma aperto e in crescita con molti progetti attivi. Va ricordato che una parte di questo territorio è stata messa in cima alle classifiche per scegliere dove sperimentare le politiche per le aree interne in virtù del riconoscimento Unesco”. Giovannelli nel corso dell’assemblea consultiva ha poi fatto notare che con l’allargamento i giovani dell’area “passano da 13mila a 58mila” e le scuole “diventano 850”. L’eventuale ampliamento dell’area MAB – l’Unesco prenderà una decisione a giugno – è inoltre “una consegna di responsabilità, ciascuno per la propria parte” perchè “ognuno di noi è la Riserva di Biosfera”.  

Tra cambiamenti climatici e sfide per il futuro 

“L’area MAB Unesco può rivolgersi ai giovani e alle scuole per riuscire a operare al meglio sul contenimento delle temperature e sull’abbassamento dei composti climalteranti”, ha affermato invece Paolo Bonasoni, dirigente di ricerca dell’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima Osservatorio Climatico Monte Cimone – CNR. Bonasoni ha un punto di vista privilegiato sulla montagna più alta (2165 metri) dell’Appennino settentrionale. L’osservatorio del Monte Cimone è una delle 31 stazioni globali del programma Global Atmosphere Watch (GAW) dell’Organizzazione Mondiale per la Meteorologia (WMO). 

Dal canto suo invece Pier Luigi Petrillo – professore ordinario di Diritto pubblico comparato all’Università La Sapienza di Roma e presidente del comitato tecnico interministeriale MAB Unesco italianoha ricordato che Governo e Parlamento hanno deciso di stanziare risorse significative (oltre 100 milioni di euro in due anni) per le Riserve di Biosfera. “Sono territori vivi e luoghi di sperimentazione unici in cui la natura e i valori ecosistemici sono preservati e conservati”. Secondo Petrillo infatti la logica dell’area MAB “non è quella di cristallizzare un territorio ma è una sfida per lo sviluppo”, rivolta al futuro e alle nuove generazioni.  

Le sinergie dell’Appennino 

Per Barbara Lori – assessora alla Montagna e alle aree interne della Regione Emilia Romagna l’area MAB è una grossa opportunità per il protagonismo di alcuni luoghi spesso considerati marginali. Ma anche per la qualità dell’ambiente. “Ha un grosso impatto sulla nostra vita. C’è la consapevolezza e la necessità di uno sforzo straordinario che coincide anche con un periodo difficile”. Secondo l’assessora regionale l’’Appennino tosco – emiliano è un luogo che favorisce le sinergie e le connessioni tra Emilia Romagna e Toscana, perché “il crinale è un luogo prezioso ed importantissimo per questi percorsi di intensificazione e valorizzazione”. 

Parole che sono state condivise dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che ha fatto notare come “attraverso l’allargamento MAB a 26 comuni della Garfagnana e della Lunigiana si costruisce un ulteriore rapporto nell’area transappenninica”. L’Appennino è diventato nel corso di questi anni “un elemento di unione e non di separazione. Un elemento di grande ricchezza che con l’Unesco può essere ulteriormente valorizzato”.  

Puoi rivedere la 5°assemblea consultiva della Riserva di Biosfera a questo link.

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