Parco nel Mondo a Villa Minozzo celebra la cittadinanza affettiva a Giuseppe Paini

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Parco nel Mondo a Villa Minozzo celebra la cittadinanza affettiva a Giuseppe Paini

 Una nuova cittadinanza affettiva conferita durante il settantesimo anniversario della Liberazione dai nazifascisti.

 

I colori della bandiera italiana e le musiche della banda sono stati la significativa cornice delle celebrazioni del 25 aprile a Villa Minozzo. Le parole del Sindaco Luigi Fiocchi hanno raccontato storie di Resistenza, celebrando quei valori che hanno costruito la democrazia del nostro Paese e tutti coloro che hanno creduto fortemente in tali ideali, lottando e sacrificando la propria vita in nome di essi.

In questa cornice di raccoglimento e ricordo, Parco nel Mondo ha preso la parola ed ha conferito la cittadinanza affettiva ad un figlio di quei tempi, un ragazzo di paese divenuto migrante in cerca di una vita migliore. Si tratta di Giuseppe Paini, di Morsiano e residente a Genova, figlio di Ines Rossi, una delle donne rese vedove dall’efferato eccidio nazifascista consumatosi a Cervarolo.

Paini, qualche anno dopo la tragedia e appena sedicenne, arriva nel capoluogo ligure e subito comincia a dedicarsi al lavoro in campo edile. Negli anni, con costanza e volontà, Paini è riuscito a costituire una propria impresa, attiva nel settore delle verniciature e dell’edilizia, raggiungendo successo e riconoscimenti, come quello di Cavaliere della Repubblica nel 1980. In tutti questi anni di intenso lavoro e di tanti traguardi, Paini non ha però mai dimenticato le proprie origini ed ha mantenuto un legame molto forte con la terra dove ha vissuto, fino alla scomparsa nel 2010, l’amatissima madre Ines. La signora Ines, poco dopo l’uccisione del marito, era dovuta partire  per Genova in cerca di lavoro per poter avere di che mantenere i propri figli. Come tante altre donne dell’Appennino, trovò impiego come domestica. Nelle parole di Paini spicca vivissimo il ricordo di un momento particolare vissuto proprio con la madre: “Anni fa sono riuscito ad acquistare una villa nella zona di Casella, dove ancora oggi risiedo. Portai con me mia madre per mostrarle la casa e, voltandomi verso di lei, la vidi in lacrime. Mi rivelò che anni prima aveva prestato servizio proprio in quella casa. L’emozione e la soddisfazione furono indescrivibili e indimenticabili, ho ancora oggi davanti agli occhi il volto di mia madre in quel momento”.

 Una storia di lavoro, di costanza, di rinascita. Sulle orme coraggiose di una madre vedova che non si è lasciata annichilire dal dolore, Giuseppe Paini ha costruito una vita ricca di successi e soddisfazioni, celebrata in una giornata speciale con il conferimento del massimo riconoscimento del Parco Nazionale. Il Presidente Fausto Giovanelli ha raccontato al pubblico presente la storia di Paini ed ha sottolineato i traguardi raggiunti ed il sincero legame conservato con le proprie origini. Il Sindaco Luigi Fiocchi ha infine consegnato l’attestato di conferimento di cittadinanza affettiva ad un emozionato Giuseppe Paini, leggendone la motivazione: “Per tutti i traguardi raggiunti in terra ligure, per la dedizione alla famiglia e al lavoro e per aver saputo conservare attraverso gli anni un sincero legame con la comunità d’origine di Morsiano di Villa Minozzo”.

 “La storia personale e familiare di Giuseppe racconta meglio di qualunque discorso i significati del 25 aprile e di “Parco nel Mondo.” commenta il Presidente Giovanelli, che conclude: “La sua vita di lavoro e intrapresa di successo a Genova non lo ha separato dalle sue origini e dall’Appennino, nè dai valori e dalla sofferenza da cui ha tratto forza e coraggio.Ha saputo prendere in mano la propria sorte, contribuendo ad una ricostruzione più grande e collettiva, quella dell’Italia del dopoguerra, un paese giovane, finalmente libero e rivolto verso il futuro. Oggi di fronte a difficoltà molto diverse,è prezioso anche per l’Appennino l’esempio di quel coraggio, quella propensione al rischio,quel prendersi le proprie responsabilità ”.

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